E camminava nel buio, senza più maschera. Aveva finalmente gettato via quell’orgoglio da membro di una triste società arrivista che per anni aveva portato con sé. Aveva smesso di credere negli ideali che accomunavano tutti. Aveva deciso di essere libero.
Camminava senza vincoli nel buio di quella strada cittadina. Un misto di neve e pioggia ghiacciata gli tempestava la faccia e offuscava la vista, ma non se ne curava. La sua cravatta era allentata sul collo e la camicia usciva dalla cintura. Quel cappotto era caldissimo, era il suo preferito. Camminava ed era libero.

Aveva ottenuto il lavoro dei suoi sogni e avrebbe iniziato l’indomani. Stava ora camminando verso la sua nuova casa, acquistata da una settimana. Aveva detto addio all’utilizzo di un’auto per andare a lavorare, avrebbe percorso qualsiasi tragitto inferiore alle 5 miglia a piedi, così sarebbe restato in forma. La sua auto sarebbe stata riservata ad occorrenze speciali. Non avrebbe più avuto preoccupazioni di tempo, sarebbe sempre uscito di casa in anticipo. Sarebbe stato libero.

Camminava nel buio di quella strada; poteva sentire i propri passi scricchiolare sul nevischio che ricopriva il marciapiede. Una via stereotipata in una città stereotipata, ma lui era finalmente diverso. Lui era libero. Viveva nella casa che aveva sempre sognato, aveva ottenuto il lavoro che amava e si sentiva libero.

Camminava senza più ai piedi quelle catene che da sempre gli avevano tenuto compagnia. Quegli ideali inutili e quei falsi miti si erano rivelati superflui per lui. Era libero. Nel clima ghiacciato lui era al caldo, in sé stesso. Aveva riconosciuto il reale valore della vita.

Camminava e, mentre la sua andatura aveva preso un ritmo regolare e le sue labbra fischiettavano un casuale ed improvvisato motivetto, alzò lo sguardo. I coni di luce dei lampioni sferzavano il buio della strada come le gocce ghiacciate tagliavano l’aria trasportate da quella gelida brezza invernale. Guardava quelle mini sfere cadere nella zona luminosa a pochi passi da lui, ed ognuna di esse prendeva la forma di un avvenimento del suo passato.

 

Nel tempo, aveva abbandonato ogni dipendenza ed aveva costruito la propria vita da capo. Non aveva mai smesso di inviare richieste di lavoro, sebbene un impiego lo avesse già. Voleva cambiare e ricominciare. Aveva lasciato tutto. La sua famiglia non c’era più da molto tempo, ormai, ed era restato solo al mondo. C’era solo una ragione per la quale stava guardando quelle gocce, fermo accanto ad una panineria che diffondeva un profumo assai gradevole.

C’era solo una ragione per la quale aveva avuto il coraggio di cambiare tutto.

 

C’è solo una cosa che rimane ferma mentre tutto cambia. L’amore per la sua famiglia sarebbe stato eterno. L’amore per sé stesso gli avrebbe fatto muovere i passi in direzione dei suoi sogni. L’amore per quella donna che lo aspettava a casa l’aveva cambiato; era diventato un uomo migliore, era diventato l’uomo dei propri sogni, aveva trovato se stesso nel suo destino. Goccia dopo goccia, riviveva le proprie paure, i propri cambiamenti, il proprio alter ego schiavo della società, quell’alter ego che a piccoli passi era riuscito a distruggere.

 

Riprese a camminare.

Camminava nella luce del futuro, senza più vincoli. Era libero, era felice. Era un piccolo punto nel mondo. Era il punto di partenza della speranza. Speranza che le cose possano cambiare. Certezza che l’amore sia con noi, dentro di noi.

 

Un sospiro.

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